3.2.08
Veltroni suona la carica "Ora ricostruiamo la Sicilia"
Il leader Pd: un nome unico, ma pronti a correre soli - Sul palco Finocchiaro e Lo Bello. Promesso anche un codice etico - "Il candidato? Saremo noi a esprimerlo e sarà scelto in Sicilia" - Folla al Politeama per la convention in vista delle regionali
Emanuele Lauria
«C´è qualcosa di nuovo
sotto il sole di Sicilia». Sfodera un incipit suggestivo da navigato uomo di
comunicazione, Walter Veltroni, per sedurre il popolo del Pd e spingerlo con
forza sul terreno accidentato del dopo-Cuffaro. Per sposare una battaglia,
quella degli imprenditori e dei giovani che si ribellano al pizzo, e dire che
sì, nell´Isola «sorpresa e sdegnata» dall´immagine di un uomo delle istituzioni
che festeggia una condanna, i democratici possono proporsi davvero come
alternativa di governo. Cercando il consenso di altri pezzi del centrosinistra
in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Ma non necessariamente.
Il segretario, nella sua visita, si affida ai simboli della «nuova stagione
siciliana», li porta sul palco di un teatro Politeama gremito da oltre mille
simpatizzanti. Era già successo: a ottobre, a pochi giorni dalle primarie,
Veltroni volle inserire nel programma del suo blitz a Palermo una tappa nella
sede di Confindustria. Oggi il leader degli industriali antiracket, Ivan Lo
Bello, è uno degli ospiti d´onore della manifestazione del Pd, assieme a un
giovane di Addiopizzo, Daniele Marannano. Sono qui, questi due volti della nuova
primavera siciliana, a rimarcare la loro volontà di non prendere tessere di
partito, ma a consegnare fra gli applausi i loro «suggerimenti» alla politica. A
questa parte della politica. E Veltroni richiama spesso i due oratori nel suo
intervento lungo 40 minuti.
In questa terra, dice il segretario del Pd, «stanno succedendo cose
entusiasmanti. C´è una Sicilia nuova che si contrappone a quell´immagine
insopportabile, che ha destato sorpresa e sdegno, di chi festeggia una
condanna». L´unico riferimento, non diretto ma chiaro a tutti, all´ex
governatore Cuffaro. Un´icona, quella ormai celebre dei cannoli, che accompagna
i problemi reali dell´Isola: un indice di povertà familiare tre volte sopra la
media nazionale, il tasso doppio di irregolarità nel lavoro. Cita questi numeri,
Veltroni, e afferma che per affrontare tali problemi «è necessario ricostruire
la sobrietà e la coscienza del limite, assieme ad una classe dirigente che rompa
con il passato e sfrutti le occasioni di rilancio economico». Veltroni pensa
allo sviluppo del turismo, alla vocazione marittima, alle peculiarità del
settore agroalimentare. «I fondi di sostegno europei - rimarcato il leader del
Pd - devono essere impiegati per produrre crescita e non usati per fare
pubblicità sui taxi di Londra».
La lotta alla mafia passa da tre iniziative: lo snellimento delle procedure per
togliere i patrimoni alla mafia attraverso un´agenzia che si occupi
dell´assegnazione dei beni, la creazione di stazioni appaltanti presso le
prefetture per lavori sopra i 200 mila euro. E poi, conclude Veltroni, bisogna
fare in modo che il 41 bis sia davvero carcere duro per i responsabili dei reati
mafiosi: «La sfida è difficile, ma la Sicilia vuole cambiare». Difficile sì, in
una terra che negli ultimi test elettorali ha riservato al centrodestra
percentuali superiori al 60 per cento. «Ma badate, l´elettorato è diventato
mobile, ci sono esodi biblici da un voto a un altro. E il ragionamento vale
anche per la Sicilia».
Servirebbe un nome per portare avanti questa sfida, ma il segretario del Pd si
limita a dire che le candidature per le regionali «saranno definite la prossima
settimana». Nel pomeriggio, Veltroni dirà che il Pd avanzerà una propria
proposta, aggiungendo che «il nome si deciderà in Sicilia, non certo a Roma. C´è
bisogno di una persona che rappresenti bene questa società». La tentazione,
forte, è quella di correre in solitario, senza le forze che stanno più a
sinistra. E l´applauso più caloroso, il sindaco di Roma lo riceve quando dice
che «agli italiani più che una coalizione di diversi vogliamo dare un progetto
riconoscibile». Certo, il sistema elettorale siciliano, che non prevede doppio
turno, comporta un sacrificio in più: «Come partito andremo da soli. Vediamo
però se attorno al candidato riusciamo a trovare un consenso più ampio. Questo è
il nostro obiettivo».
Parole snocciolate lungo una giornata che, dal Politeama, porterà il segretario
a un pranzo all´Arenella con 400 fra deputati, amministratori e consiglieri
comunali e poi ancora insieme con i protagonisti della «nuova stagione»: nella
sede di Confindustria con i rappresentanti delle forze sociali, poi nei locali
di «Libero futuro» con alcuni imprenditori che hanno denunciato gli estorsori e
con Tano Grasso, presidente della federazione italiana antiracket. Compagni di
viaggio del Pd cui Veltroni, prima di imbarcarsi a Punta Raisi, lascia in dote
una promessa: quella di un codice etico per le elezioni. «Non candideremo -
garantisce - chi ha avuto un rinvio a giudizio per mafia e per reati contro la
pubblica amministrazione».