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Marzo 2007
Il presule racconta la città al Papa. Cammarata: "Ci è vicino". Orlando: "Parole come macigni"
Romeo, grido di dolore "Periferie nel degrado"
Il vescovo denuncia assistenzialismo e illegalità
Prima l´incontro con Benedetto XVI poi un´intervista a Radio Vaticana -
I capi delle diciotto diocesi siciliane in piazza San Pietro con migliaia di pellegrini
Antonella Romano
C´è Palermo col suo degrado sociale «gravissimo» nelle periferie. E un´isola
in cui impera l´illegalità, «infiltrata dovunque». La Chiesa scende in campo per
denunciare la realtà malata della Sicilia. E per lanciare l´allarme sul fatto
che Palermo è una città con interi quartieri ad alto tasso di disagio giovanile,
che la ricerca di un lavoro è difficile, che le intelligenze emigrano altrove. «Un´emorragia
permanente - è l´amara analisi dell´arcivescovo Paolo Romeo, a nemmeno due mesi
dal suo insediamento - Basta andare in giro per vedere giovani che non hanno un
futuro, che aspettano e che avranno difficilmente un posto di lavoro».
Uno stato di malessere profondo che ha fatto da sfondo alle parole del presule,
ieri a Roma per guidare i vescovi siciliani nella visita ad limina davanti al
Pontefice, in una piazza San Pietro affollata da migliaia di pellegrini giunti
da tutte le diocesi dell´Isola. Chiamati in causa dal duro monito
dell´arcivescovo, non si sono fatte attendere le reazioni dei candidati a
sindaco di Palermo. «Parole che pesano come macigni», commenta Leoluca Orlando,
che sugli «invisibili», senza casa e senza lavoro, ha fondato uno dei temi della
sua campagna elettorale per l´Unione. Il sindaco uscente Diego Cammarata ha
esordito invece ringraziando monsignor Romeo: «Perché con il suo intervento ha
dimostrato di essere vicino alla città di Palermo e a tutti noi che
quotidianamente siamo impegnati sul fronte dell´affermazione dei valori della
legalità e della solidarietà e su quello dello sviluppo economico e sociale».
Paolo Romeo, come presidente della Conferenza episcopale siciliana, ha dato
corpo davanti a Benedetto XVI alle preoccupazioni espresse dai rappresentanti
delle 18 diocesi dell´Isola durante lo speciale appuntamento che si tiene ogni
cinque anni in Vaticano e in cui i vescovi illustrano al Papa i problemi della
propria regione, dal punto di vista religioso, sociale e culturale. «La
situazione della legalità in Sicilia preoccupa enormemente, perché la non
legalità si infiltra dovunque - ha ripetuto Romeo a Radio Vaticana - Là dove vi
è un atteggiamento di assistenzialismo si crea un terreno favorevole per la
droga, l´alcol, il furto e la violenza. Questo è il degrado che dobbiamo
veramente combattere».
Tra i problemi dell´Isola monsignor Romeo ha sottolineato la mancanza di lavoro:
«Che fatica trovare un impiego. E questo porta a una continua emorragia. A causa
delle condizioni ambientali e socio-politiche, la fuga di molti dei migliori
figli di questa terra appare l´unica soluzione, mentre la povertà diventa
terreno facile per la criminalità e vince il vizio, il guadagno facile». E se
economicamente la Sicilia ha seri problemi, che non garantiscono la legalità,
«il passo verso l´illegalità e le sue forme dure e cruente, che mietono vittime,
è breve». «Una situazione endemica», l´ha definita Romeo.
Meno pessimista sulla disoccupazione è Diego Cammarata: «Mi conforta il fatto
che negli ultimi cinque anni il tasso si è ridotto di dieci punti». Il sindaco è
in sintonia con l´arcivescovo, invece, sulla ricetta per uscire dal disagio
sociale: «La strada non è certo quella dell´assistenzialismo, che va combattuto
con forza. Occorre piuttosto lottare, ed è la strada che ho sempre seguito, per
creare le condizioni dello sviluppo, intervenendo anche nelle periferie dove più
grave e profondo è il disagio economico, culturale e sociale».