Il caso emblematico dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento

Particolare rilevanza per le sue ricadute sociali ha assunto il caso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, del quale il giudice ha operato il sequestro e ha ingiunto lo sgombero, perché costruito con cemento armato non conforme ai dati progettuali e, quindi, non rispondente ai criteri antisismici di legge.
Premesso che i responsabili, gli esecutori e gli ispiratori (politici...?) di questo misfatto debbano finire i loro giorni in galera, tuttavia mi rifiuto di pensare che non si possano mettere in atto interventi di consolidamento delle strutture per mettere in sicurezza gli edifici dell'Ospedale San Giovanni di Dio!
Io stesso, in passato, ho gestito la trasformazione di capannoni industriali non costruiti a norma antisismica, in capannoni con requisiti antisismici.
Per questo mi permetto di chiedere ad ingegneri, architetti e agli Ordini Professionali che li rappresentano di impegnarsi in una gara virtuosa per proporre soluzioni e interventi quanto più indolori possibile per gli assistiti, i ricoverati ed il personale dell'ospedale di Agrigento.
Non capisco perchè tale sforzo debba essere lasciato tutto sulle spalle della Protezione Civile o addirittura ai ricorsi degli indagati.
Non possiamo continuare a pagare due volte la mafia: una prima volta perchè c'è e, anche se non la vediamo, ci affligge, ed una seconda volta perché, nella consapevolezza che la mafia c'è, facciamo prevalere l’esemplarità del monito sui reali bisogni delle persone e delle comunità, dove esse vivono!

Fiduciosi in un’Italia migliore, non perdiamoci di vista, arrivederci a presto,