
15 Marzo 2006 - Pagina 23 - Commenti
La litania delle cifre
Curzio Maltese
Prima di stabilire chi ha vinto e chi ha
perso, bisogna dire che il confronto ha segnato un passaggio storico:
la fine di una lunga anomalia.
Finalmente un duello vero, alla pari, da paese normale.
Dal punto di vista di Berlusconi, che l´ha fortemente voluto, è stato un mezzo
boomerang. Nella migliore delle ipotesi è stato uno 0 a 0 che non serve al
premier, come al suo Milan, per cercare di rimontare il distacco. Ma forse, nel
giudizio di milioni di spettatori, è andata anche peggio di così.
Il berlusconismo e le regole non sono compatibili. Nella formula all´americana,
il Cavaliere è apparso subito in difficoltà. Ha cominciato dalla prima risposta
un´affannosa rincorsa al tempo che è durata un´ora e mezza, compreso l´appello
finale, bruscamente interrotto dalla clessidra.
Berlusconi ha commesso una serie di errori sorprendenti
per un esperto di televisione e uno gravissimo, in generale: non ascoltare i
consigli della moglie. La saggia Veronica l´aveva pregato di lasciare a casa le
cifre e puntare sulle emozioni. Al contrario, il premier ha srotolato la solita
pergamena di cifre più o meno inventate ma comunque noiose come un film coreano
con sottotitoli giapponesi.
In un clamoroso rovesciamento delle parti, Berlusconi sembrava un professore di
economia e lasciava a un Prodi abilissimo tutto il repertorio del Grande
Comunicatore, le emozioni, l´eloquio popolaresco, l´arma fatale del buon senso,
l´ottimismo, un pizzico o anche due di retorica. Non bastasse, per tutto il
tempo delle sue risposte, che erano sempre un po´ troppo lunghe e parevano in
ogni caso infinite, il presidente del
consiglio ha tenuto lo sguardo basso, senza guardare né in camera né
l´interlocutore, impegnato com´era a riempire i fogli di cifre, segni, linee,
disegnini, agitando le mani cariche di fondotinta. Offriva in questo modo
un´immagine di freddezza, isolamento, ansia.
Non è stato un errore invece il tono polemico delle repliche. Alla destra è
utile scaldare il clima della campagna elettorale almeno quanto è utile a Prodi
comunicare mitezza e misura. Però Berlusconi avrebbe potuto trovare qualche
alternativa alla frase ripetuta ossessivamente in ogni replica: «Prodi ha appena
rovesciato la realtà». L´imitazione della campagna aggressiva e quasi "bellica"
dell´ultimo Bush non è riuscita benissimo.
Bush non avrebbe mai commesso alcuni sbagli e soprattutto uno colossale.
Berlusconi non ha mai parlato del futuro.
Le rare volte, è stato per segnalare le difficoltà che avrà Prodi nel governare
la sua coalizione. L´intenzione era di comunicare paura agli elettori. Ma in
termini di guerriglia psicologica, significa una resa, l´ammissione che la
vittoria dell´avversario è molto probabile, quasi scontata. La distanza di
atteggiamento fra i due contendenti ha toccato il diapason negli appelli finali.
Berlusconi ha esordito con una critica alla formula della trasmissione, a quel
punto ridicola, ha proseguito con la solita tirata contro il comunismo e ha
chiuso con un´ammissione sincera, in sintesi: «Scusate, ma stasera non sono
stato capace». Prodi ha invece chiuso con
le magnifiche sorti e progressive che attendono l´Italia ulivista e l´ultima sua
parola era decisamente attraente: «La felicità».
In sostanza, Berlusconi è stato efficace soltanto quando ha criticato le
contraddizioni nel fronte avversario, quindi nel discorso in negativo. È un
argomento forte per la sua gente, lo
zoccolo duro di Forza Italia che comunque esprime un grado di adesione da curva
ultras sconosciuto a qualsiasi altro elettorato. Il
Cavaliere dei sogni, il mago del «contratto con gli italiani» sono ricordi del
passato. Di contro, Prodi si è rivelato un
comunicatore televisivo molto più brillante di quanto gli venga riconosciuto.
È sicuro che nel prossimo duello, il 3 aprile, Berlusconi cambierà strategia. Ma
sarà troppo tardi. Era questo il "faccia a faccia" in grado d´imprimere una
svolta alla corsa per la vittoria elettorale.
Alle 22.40 la parentesi democratica della televisione italiana si è chiusa. Su
tutte le reti, Rai e Mediaset, stormi di
cortigiani si sono precipitati a dire che Berlusconi aveva stravinto il duello,
contro ogni evidenza e l´intelligenza degli spettatori. L´ora d´aria era
terminata, è ricominciato il consueto blob
da Sudamerica.