Cosa fare alle prossime Elezioni Europee

del 6 e 7 giugno 2009

 

L’imposizione dello sbarramento del 4% alle prossime Elezioni Europee perpetrato, a campagna elettorale già iniziata, da Pdl e Pd insieme, per stroncare significative voci di pluralità territoriale, è inaccettabile per le seguenti ragioni:

 

1. Nel Parlamento Europeo non esiste un problema di frazionamento della rappresentanza, perché, per questioni di regolamento dello stesso Parlamento, i gruppi presenti sono sostanzialmente costituiti da PPE, PSE e Liberali. Altre voci territorialmente significative, comunque inquadrate in queste tre grandi aree, darebbero solo un contributo di democraticità e di giusta rappresentanza.

2. Questa vicenda ha dato modo di far comprendere quanto Pdl e Pd siano simili non solo nella sigla, ma anche nel modo di intendere la politica e nella qualità e negli interessi delle rispettive classi dirigenziali. Se si lasciano fare, l’Italia va verso una finta democrazia dell’alternanza!

3. Appare evidente che il tentativo in atto da parte del duopolio Pdl-Pd è quello di assoggettare gli interessi delle comunità territoriali e delle amministrazioni locali alle esigenze e ai diktat del centralismo politico romano.

Contro questo tentativo di assuefazione delle istanze dei molti agli interessi dei pochi, propongo come scelta politica quella rappresentata dalla lista L’AUTONOMIA , che raccoglie, al di fuori degli schieramenti ideologici tradizionali, diverse identità, che, con l’auspicabile superamento dello sbarramento del 4%, intendono continuare a portare il loro contributo di rappresentanza democratica e territoriale in un quadro politico di autonomia dai partiti a cosiddetta “vocazione maggioritaria”.
Liste de L’AUTONOMIA non sono solo presenti in tutti i collegi italiani per il rinnovo del Parlamento Europeo, ma anche in tutti i Comuni e le Province nei quali si vota per il rinnovo degli organismi amministrativi.
Poi, in particolare, il mio appoggio va al Presidente Raffaele Lombardo, che con coraggio ed ostinazione, vuole portare avanti un programma di rinnovamento e di emancipazione per tutte le realtà locali, al Sud come al Nord e come al Centro Italia.

Fiduciosi in un’Italia migliore, non perdiamoci di vista, arrivederci a presto,

Andrea Volpe